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Olistica Maya nuova visione olistica: distinti mai separati!

Inauguro la nuova avventura del blog con questo primo articolo.

Benvenuti! Sono Paola Pasqualotto, in arte Maya.  Lavoro nel campo psicofisico e olistico da oltre 30 anni; sono una ricercatrice che unisce arte, corpo, spiritualità e cura in percorsi che mettono al centro la trasformazione e la consapevolezza. Attraverso decenni di studi, esperienze e viaggi — sia esteriori che interiori — ho compreso che solo nella sperimentazione diretta possiamo scoprire cosa ci nutre e ci libera davvero.

OlisticaMaya è il progetto che integra la mia visione artistica, spirituale e umana: uno spazio dedicato a chi desidera esprimere la propria essenza autentica.

Cosa vuol dire Maya e l’incontro con i nuovi postulati di Federico Faggin

Nella tradizione Maya, il saluto In Lak’ech non è una semplice cortesia, ma una verità ontologica: “Tu sei un altro me stesso”. Non esiste separazione, solo riflesso. Questa visione millenaria oggi trova un’alleanza nei nuovi postulati di fisica quantistica e nelle teorie sulla coscienza.

La Scienza della Coscienza: Il postulato di Federico Faggin

Oggi non dobbiamo più scegliere tra “spiritualità” e “materialismo”. Siamo nell’era del “Questo E Quello”. Federico Faggin, nel suo lavoro sulla natura della realtà, sostiene che la coscienza non sia un sottoprodotto del cervello, ma la sostanza stessa dell’universo.

Secondo Faggin, siamo parte di un Campo Quantistico unitario. Se il campo è Uno, noi siamo “unità d’azione” del campo stesso, che cerca di conoscere sè stesso attraverso l’esperienza individuale.

“Siamo Parti intere di UNO per conoscere noi stessi dobbiamo conoscere anche l’altro come parte di noi”

In questo paradigma, l’altro non è un estraneo, ma un’estensione della stessa Coscienza, dello stesso campo. E noi siamo “punti di vista” del Campo. Anche nei comandamenti si dice “Ama il prossimo tuo come te stesso”. È un concetto Universale, che esiste da sempre in tutte le culture, religioni e filosofie.

L’Integrazione: Olismo e Fisica Quantistica

L’olismo è la prospettiva secondo cui un sistema non può essere compreso pienamente analizzando solo le sue parti, ma va considerato come un’unità interconnessa, in cui le singole parti non sono separabili. Per questo rappresenta il filo conduttore degli ambiti che riguardano coscienza e spiritualità. Federico Faggin dice che “ UNO è dinamico, olistico e vuole conoscere sé stesso”

L’olismo è quindi il principio che unifica i diversi campi del sapere. La fisica, un tempo basata su una visione riduzionista fatta di elementi separati, sta evolvendo verso un paradigma sistemico e relazionale, in cui le parti esistono in funzione del tutto. La spiritualità rappresenta l’esperienza diretta di questa interconnessione, che la fisica classica descrive ancora attraverso modelli e simboli.

L’integrazione avviene sul piano del significato: come sottolinea Federico Faggin, il significato è intrinsecamente soggettivo, quindi non trasferibile in modo diretto, ma solo mediato da simboli e linguaggi condivisi.

Approfondimento: per esplorare l’incontro tra scienza e coscienza, è utile fare riferimento alla Fondazione Federico ed Elvia Faggin, che indaga la natura della coscienza integrando fisica, filosofia e neuroscienze.

FAQ: Scienza, Coscienza e Unità

 1. Cosa significa esattamente “In Lak’ech” nella vita quotidiana?

Significa agire con la consapevolezza che ogni azione verso gli altri ha un effetto su di noi. Se contribuisco all’armonia dell’altro, sto nutrendo il campo quantistico di cui io stesso faccio parte.

2. In che modo la teoria di Faggin supporta l’olismo?

Faggin afferma che la realtà sia costituita da “informazione semantica”, cioè da significato, e non soltanto da materia, come l’olismo afferma che l’essere umano non può essere ridotto a una macchina biologica, ma deve essere considerato come un’unità integrata, in cui mente, corpo e spirito sono interconnessi.

3. Perché ora parliamo di “Questo E Quello” invece di “Questo O Quello”?

Perché oggi parliamo di “Questo e Quello” invece di “Questo o Quello”? Perché la realtà è come una medaglia: due facce distinte non separabili. In questa dimensione viviamo la dualità, ma attraverso coscienza e libero arbitrio possiamo scegliere se contrapporci o accogliere entrambe le polarità. Siamo materia e simboli, ma anche coscienza e spirito. I simboli possono quindi coesistere con la spiritualità, riconoscendo la nostra natura unitaria come “parte del Tutto”.

4.Se siamo tutti UNO, perché ci percepiamo separati?

La separazione nasce dai limiti dei nostri sensi fisici e dei modelli mentali che ne derivano. La fisica quantistica mostra che, a livello fondamentale, le particelle possono restare correlate (entangled) indipendentemente dalla distanza. Ciò suggerisce che la separazione sia una costruzione percettiva: una rappresentazione della mente che la coscienza può trascendere e ricomporre in unità. La separazione è un’illusione che la mente proietta, e che la coscienza può unire.

5. Come posso applicare questi concetti al mio benessere?

Iniziando a considerare che i tuoi sintomi fisici, i tuoi pensieri, le tue esperienze e le tue emozioni sono un unico sistema interconnesso. Prendersi cura di sé significa mettere in gioco tutto: corpo, mente e spirito.
Ad esempio, secondo la metamedicina,  se ti fai male a un ginocchio la causa non è soltanto meccanica (“sono inciampato e sono caduto”), ma può essere letta in relazione anche ai pensieri, alle emozioni e allo stato d’animo presenti in quel momento: la caduta diventa così parte di un contesto più ampio che coinvolge l’intero equilibrio tra corpo, mente e vissuto interiore.